lunedì 30 luglio 2012

Nell'attesa della vera Storia delle Streghe di Venegono Superiore

La stagione dei grandi massacri per stregoneria non è il Medioevo, comicia verso la fine del XV secolo, mentre Cristoforo Colombo scopre l'America, in pieno rinascimento.
Se i conquistadores inorridivano davanti ai sacrifici umani degli Aztechi, in Europa, gli uomini di Chiesa praticavano le più atroci torture in nome di Dio: infatti, nel 1484 era stata emessa la bolla papale "Summis desiderantes affectibus" a proposito delle streghe, le amanti del maligno.
Il sentimento di odio e di terrore irrazionale già da tempo aveva preso piede; tortura dell'acqua, stivaletto, strappata, veglia e rogo erano solo alcuni dei supplizi che l'inquisizione aveva inventato.
La caccia alle streghe, ovvero la storia delle credenze e delle pratiche idonee ad ottenere l’intervento di geni malefici, affonda però le proprie radici fin nei tempi antichi: è Tito Livio a raccontare che, "nel 331 a.C., 170 matrone di Roma furono condannate a morte per aver provocato con il veleno il decesso di molti personaggi d’alto rango".
Anche Catone disse: "non c’è un’adultera che non sia anche avvelenatrice" (nullam adulteram non eandem esse veneficam).
Nella Roma del II secolo a.c. le donne avevano visto peggiorare le loro condizioni di vita, l'organizzazione della familia non lasciava spazio nè all'erotismo nè all'amore.

Ogni manifestazione di emotività all'interno della vita familiare e coniugale era vivamente riprovata: "l'amore rivolto alla moglie di un altro è turpe, quello rivolto alla propria è eccessivo, l'uomo saggio deve amare la propria moglie con giudizio, non con affetto" (Seneca). Da qui l'enorme diffusione dei "baccanali", non a caso prevalentemente celebrati solo dalle donne, e in un primo momento solo da queste, cui è seguita una feroce repressione, nel corso della quale venne messa in causa la "deplorevole" tendenza delle donne a far uso dei veleni.
Se nell'antica Roma l'adultera veniva associata all'avvelenatrice (colei capace di uccidere anche con riti magici), sarà solo più avanti, con la diffusione del cristianesimo, che il comportamento antisociale (maleficium), innazitutto contrario ai precetti religiosi e, soprattutto femminile, verrà associato alla stregoneria: a metà del V secolo, il Codice di Teodosio, raccogliendo gli editti da Costantino in poi, detta norme imprescindibili, nelle quali si intrecciano la condanna della magia e quella del paganesimo.
 
Walter Fabiano Lorenzin
*** ** ***

mercoledì 4 luglio 2012

Sui Sentieri della Musica

Si invitano tutti gli Eventualisti ai concerti di Villa Caproni, organizzati dall'associazione culturale Sui Sentieri della Musica, ormai giunti alla loro decima edizione: “Abbinare note e numeri, cioè musica  e matematica – osserva Claudio Ricordi, presidente dell’associazione organizzatrice - può sembrare una provocazione, ma in realtà è solo un atto di riconciliazione fra due discipline che oggi vivono una... parentesi di separazione temporanea, dopo millenni di felice convivenza”. Infatti il caso di Keplero, che creò il suo brano partendo dalle formule delle orbite planetarie, è tutt’altro che isolato: coi numeri hanno “giocato” in passato anche compositori del calibro di Mozart, Haydn e Bach. Inizio venerdì 6 luglio 2012 ore 21:00 nella Corte del Pozzo di Villa Caproni in Via Roma, 1 - Venegono Superiore.

lunedì 18 giugno 2012

Tremate, Tremate, le Streghe son Tornate!

Millesimo quingentesimo vigessimo, indictione octava, die marti vigessimo mensis martij

"...Venegoni et eius pertinentijs reverendo eiusdem facultatis et ordinis professore magistro Johachino de Papia inquisitore mediolansi de consensu et beneplacito reverendi sacrorum canonum doctoris domini Ruffini de Belingerijs Curie Archipiscopalis Mediolani vicarij generalis in spiritualibus, processimus contra ed adversa Margaritam de Fornasarijs, Elixabet de Olearijs, Maynetam, dictam coderiam, Johanninam de Vanono et Magdalenam, dictam ravizinam.
Precedente primo publico edito generalis valius Ecclesie fixo per viam Inquisitionis, fama publica precedente et ad denuntiationem quorundam fidedignorum nec non et complicem crimis super hoc que dicebatur ipsas quoque superius nominatas esse strigias et heretichas et a fide cristiana catolica apostatasse..."

così si apriva martedì 20 marzo 1520 il processo alle streghe di Venegono


Cinquecento anni dopo, il direttivo di Luogo Eventuale è tornato in quegli stessi luoghi e si è riunito presso i locali della ex Caserma dei Conti Castiglioni (antichi quanto coevi al processo venegonese alle streghe),  il 1 giugno 2012, presso il rione Santa Maria, per illustrare il progetto di drammatizzazione che si intende  rappresentare entro l'autunno di quest'anno, in Venegono Superiore ma in sede da destinarsi, basato su gli unici documenti conservatisi di un processo alle streghe nel Nord Italia risalenti al primo quarto del sedicesimo secolo, nel paese di Venegono Superiore appunto; il fascicolo di questo Processus strigiarum custodito come molti altri nell'Archivio di Stato di Milano presso Santa Maria delle Grazie si salvò dal rogo deliberatamente appicciato  il 3 giugno 1788 per distruggere ogni prova di tale follia...


L’inquisizione medievale non fu altro che un organismo di controllo sociale, politico e religioso che ha contraddistinto, nei secoli, la vita dei contadini cattolici in terra di Lombardia... per buona pace di chi negli anni '70 vedeva nei processi alle streghe solo un tentativo di "lotta maschile" alla ginocrazia temuta fin dai tempi di Aristotele...


Nel 1969 l'artista newyorkese, per taluni un emerito cialtrone, per tal'altri un genio visionario della società post moderna... rischiò di morire a seguito di un attentato da parte di Valerie Solanas, una irriducibile femminista che al rifiuto di produrre una sua piece teatrale dal titolo "TIRA FUORI IL TUO ASSO..." cominciò a sospettare Warhol di un complotto contro di lei. Quindi la femminista dall'infanzia problematica soggetta alle violenze sessuali paterne che causeranno il divorzio fra i genitori, gettandola letteralmente in strada all'età di 15 anni e, celebre nella Grande Mela per il manifesto SCUM (Society for Cutting Up Men) che vendeva per strada a 25 cents alle donne e 50 cents agli uomini, decise di sparare a Warhol per ottenere i suoi "15 minuti di popolarita"... ma la storia che vi verrà raccontata sarà ben diversa.


Giuseppe de Angelis, notaio, Ritratto di Giordano Bruno  avvolto dalle fiamme ed arrostito in Campo dei Fiori a Roma il 17  febbraio 1600, conservato nell'Archivio di Stato (almeno questo non si dovrà bruciarlo... bastano i tagli ai finanziamenti al restauro dei preziosi documenti ivi conservati e il licenziamento del personale preposto, che stà già dando i suoi frutti di distruzione oltre che di distrazione!).


and... as usual, something's weird on the air so stay tuned!

mercoledì 30 maggio 2012

THEN I SAW THE CONGO, CREEPING THROUGH THE BLACK,
CUTTING THROUGH THE
FOREST WITH A GOLDEN TRACK.

A negro fairyland swung into view,
A minstrel river
Where dreams come true.
The ebony palace soared on high
Through the blossoming trees to the evening sky.
The inlaid porches and casements shone
With gold and ivory and elephant-bone.
And the black crowd laughed till their sides were sore
At the baboon butler in the agate door,
And the well-known tunes of the parrot band
That trilled on the bushes of that magic land.

from "The Congo and Other Poems" (1914) by Nicholas Vachel Lindsay

mercoledì 16 maggio 2012

culinary art or culinary science?

We asked Ilario Vinciguerra and the answer easily came along... "both art and science! A mixture of heart, brain and technical skills to make up a sincere, appassionate and tempting cuisine" ...undoubtedly attractive and striking in colors and flavours!


*****

*****

*****

*****


*****


*****

giovedì 3 maggio 2012

Ilario Vinciguerra


TUTTO IL MONDO E' CUCINA e l'uomo è (soprattutto) ciò che mangia? e allora creatività sia... in cucina, ovviamente, con lo chef "stellato" Ilario Vinciguerra!

mercoledì 11 aprile 2012

12 aprile 2012


"Perché la personalità di un uomo riveli qualità veramente eccezionali, bisogna avere la fortuna di poter osservare la sua azione nel corso di lunghi anni. Se tale azione è priva di ogni egoismo, se l’idea che la dirige è di una generosità senza pari, se con assoluta certezza non ha mai ricercato alcuna ricompensa e per di più ha lasciato sul mondo tracce visibili, ci troviamo allora, senza rischio d’errore, di fronte a una personalità indimenticabile"
(L’uomo che piantava gli alberi – Jean Giono)

mercoledì 29 febbraio 2012

How come mere opinions started to affect real life...?

http://www.banksy.co.uk/

"Wake up, you idiots! Whatever made you think paper was so valuable?

There was still plenty of food and fuel and so on for all the human beings on the planet, as numerous as they had become, but millions upon millions of them were starting to starve to death now. The healthiest of them could go without food for only about forty days, and then death would come.

And this famine was as purely a product of oversize brains as Beethoven's Ninth Symphony.

It was all in people's heads. People had simply changed their opinions of paper wealth, but, for practical purposes, the planet might as well have been knocked out of orbit by a meteor the size of Luxembourg." (Galápagos - a novel by Kurt Vonnegut, 1985).

mercoledì 8 febbraio 2012

Iniziative Eventuali 2012


Creatività
nell'arte, una serata che sarà votata ad una riflessione ironica, leggera e onirica, ma indirizzata alla ricerca sempre di un senso che riunisca alto e basso - tutto e tutti... un incalzante cortocircuito di sensi che ciascuno vivrà a suo modo e misura;
in cucina, incontro con un Cuoco stellato che ci mostrerà come nasce un nuovo piatto, da gustare immediatamente e da rifare tra i fornelli di casa nostra... visto che parlare di cucina senza mangiare è frustrante!
Ecologia
in viaggio alla scoperta della fauna marina del nostro Mar Mediterraneo: Testuggini e Cetacei, presentazione del libro da parte dell'autrice;
visita utopica nella bassa pavese ovvero nell'agricoltura di terza generazione ovvero verso la "rinaturalizzazione" delle aree agricole.
Socio-economia
conferenza sulla situazione storico-sociale e sanitaria della Repubblica del Congo con presentazione di fotografie e testimonianze dirette di un medico venegonese;
una tavola rotonda con la partecipazione di esponenti del mondo della politica, del sindacato e dell'industria... come risponderanno alla crisi? compriamo BTP o portiamo i soldi in Svizzera?
Storia
la notte di Halloween ed il processo alle streghe di Venegono, streghe e roghi nel Ducato di Milano, un gruppo di attrici e attori non professionisti... saranno gli uomini a regnare sugli avvenimenti o sono gli avvenimenti che regnano sugli uomini?

SOMETHING'S WEIRD ON THE AIR... STAY TUNED FOR MORE DETAILS!

lunedì 6 febbraio 2012

Da una pedagogia dei carnefici ad una pedagogia dell'Uomo

Primo Levi si chiedeva se questo è un uomo e ognuno di noi potrà giudicare.
Luogo Eventuale vi invita a leggere una riflessione dell'amico Luigi Marcucci.

"La Shoah è il monumento alla pedagogia dei carnefici, se di pedagogia possiamo parlare. Nei campi disterminio del Terzo Reich si è consumato l’epilogo di una tragedia che ha visto i suoi atti dispiegarsi dopo  secoli che hanno preceduto e sostanzialmente permesso questo abominio.
Il monito di Primo Levi «meditate che questo è stato» si fa presente oggi con un’attualità che non conosce pari: in una società multimediale, dove l’informazione è immediata, il rischio dell’oblio è -paradossalmente- enorme. Ma più che l’oblio è da temere il ridimensionamento dei fatti storici che taluni negazionisti vorrebbero offrire, quasi come se lo sterminio di milioni di persone cambiasse di valore con il mutare di prospettiva. Ed ecco che si affaccia con la sua terribile attualità la minaccia che i deportati ad Auschwitz si sentivano dire dai loro aguzzini: «Voi non uscirete vivi da qui, ma se mai doveste uscirne vivi e doveste raccontare quello che avete vissuto, nessuno mai vi potrà credere».  E’ per questo allora che la memoria, da naturale corollario dell’esperienza umana, diventa un imperativo che si rivolge a tutti. La memoria diventa impegno, diventa responsabilità piena e totale:  la barbarie nazista, non è infatti relegabile alla sola Germania, ma investe tutto il vecchio continente: l’Europa di Francesco d’Assisi, Michelangelo, Leonardo, Goethe è diventata l’Europa di Hitler, Himmler e Mussolini. E così come nell’Italia dai mille campanili si è vissuta la storia dei comuni, del Rinascimento e del Risorgimento, così il Belpaese è stato teatro di una delle pagine più buie della storia universale. I rastrellamenti, i ghetti, le deportazioni, le esecuzioni di massa sono accadute anche qui, a casa nostra. E i nostri padri e nonni si sono divisi tra coloro che negli ebrei riconoscevano il volto di un fratello della comune famiglia umana e coloro che ne vedano una figura da eliminare o una fonte di reddito da rivendere ai nazisti ed ottenere così una protezione che aveva prezzo di sangue. E’ per questo che ricordare, anche a distanza di oltre sessant’anni, ha un’importanza vitale: solo la memoria viva ed attiva è premessa perché gli errori del passato non si ripetano. E’ questo,con tutta probabilità, il motivo che ha spinto la Pro Loco di Binago e l’Associazione Luogo Eventuale di Venegono a proporre qualche giorno fa la lettura di alcuni brani nei quali è emerso chiaramente come la Shoa si sia consumata anche sulle nostre strade e nei nostri comuni. E’ stato sufficiente leggere alcune testimonianze per sentire risuonare nomi di paesi, città e quartieri a noi ben noti, che non immaginavamo essere stati così direttamente teatro di morte e deportazione. Auschwitz ha potuto mietere tutte quelle vittime solo perché si trovava al centro di un reticolato con nodi in tutto il continente, Italia compresa, Lombardia compresa, province di Como e Varese comprese.
Come fare perché la memoria possa essere custodita viva? Come fare perché il fumo di Auschwitz sia consegnato al passato in maniera definitiva? Vanno considerate due strade perché due sono le priorità da tenere in primissimo piano: la prima è il ricordo della Shoa quale irripetibile tragedia che ha colpito il popolo ebraico, la seconda è il vigilare perché non accadano tragedie simili a nessun altro popolo.
Ciò premesso,  occorre respingere ogni tentativo di negazionismo o facile pietismo che vorrebbe equiparare tutti i caduti del II conflitto mondiale operando una sorta di amnistia con cui vengono eliminate differenze tra chi è caduto nelle fila dei resistenti e tra chi è caduto tra le fila repubblichine o tedesche. Qualsiasi strumentalizzazione in tal senso è da condannare e respingere quale frutto di un dilagante qualunquismo.
Ma più ancora, occorre contrapporre a quella che abbiamo chiamato pedagogia dei carnefici una pedagogia dell’Uomo, una pedagogia della persona che riconosce in ogni volto un essere umano dallo straordinario valore. Non si può tacere quando si sentono voci che vorrebbero porre gli immigrati, gli extracomunitari e gli “stranieri” su un piano diverso, separato, inferiore. Quando, in virtù di un’identità italiana  o europea da difendere vengono attuati piani per allontanare, relegare o respingere altri membri della comune famiglia umana, occorre alzare lo sguardo e stare pronti perché, forse, il vento di Auschwitz ha solo cambiato nome ed è pronto per rialzarsi con potenza per scagliarsi contro altri esseri umani vittime di altri fratelli che vestono i panni di un immortale Caino."
(Luigi Marcucci)

lunedì 30 gennaio 2012

Dimentichiamoci a memoria la "Giornata della memoria", per ricordarcene tutto l'anno...



For many Italian citizens of Jewish religion their way to death in extermination camps began in our own provinces, coming from every where in Italy not knowing the area, disoriented, running the risk of falling into a trap at any moment.



Faccio pochi passi, alla cieca, precipito in una scarpata. Il sacco attutisce il colpo. Si sente l’acqua di un torrente. Risalgo a fatica il pendio, trovo un piccolo sentiero, scendo e sento alle mie spalle gli altri. Un contrabbandiere ha voluto seguirci: non si è sentito di abbandonare il piccolo Romano. Comincio ad attraversare il torrente che si intravede a malapena su alcuni assi. Un’improvvisa sciabolata di luci: delle urla: un fucile puntato al petto. ACHTUNG! Sono gli svizzeri, alzo le mani e mi volto istintivamente per vedere se ci sono gli altri. Si, ci sono tutti. Romano è stato appoggiato su un sasso, il contrabbandiere è scomparso. Attraversiamo ancora pochi metri e ci troviamo attorno tre o quattro soldati. Parlano tedesco, ma nessun dubbio che siano svizzeri, come sono. Ci fanno salire verso un gruppetto di capanni che si intravedono. Siamo finalmente arrivati dopo un mese di peregrinazioni… (I take few steps, blindly, I fall into a skarp. The bag softens the blow. You can hear the water of a stream. I go up the slope with difficulty, I find a small path, I go down again and I hear behind me the others. A smuggler wanted to follow us: he was not up to leaving little Romano. I begin to cross the stream, which you could barely glimpse, on some boards. A sudden ray of light: the screams, a rifle hold to my chest. ACHTUNG! They are the Swiss soldiers, I raise my hands up and I turn instinctively to see if the others are behind me. Yes, there are all of us. Romano was placed on a stone, the smuggler was gone. We take few more steps and we are surrounded by three or four soldiers. They speak German, but no doubt they are Swiss. They lead us to a handful of huts that can be seen. We finally arrived after a month of wandering...)” - Paolo Ravenna 17 anni, espatriato con il padre Renzo, la madre  Lucia, la sorella Donata di 14 anni e Romano di 8.


Durante il cammino il Ragazzi, interpellato come mai, pur essendo così giovane, non era  militare, rispose: sono una spia dei Tedeschi. Credevamo che scherzasse. Ad un certo punto udimmo degli spari. Quando il maresciallo ci catturò, le guide si allontanarono accendendo la sigaretta come se nulla fosse stato. A Ponte Tresa fummo interrogati dai tedeschi; riferimmo il nome dei Cucchi: i tedeschi sorrisero (Along the way, someone asked Ragazzi why, despite being so young, he was not in the army. He replied: I am a spy for the Germans. We thought he was joking. At one point we heard the sound of gunshots. When the marshal caught us, the guides lit a cigarette as if nothing had happened. In Ponte Tresa the German officers interrogated us and we reported the name of Cucchi’s: the Germans smiled)” - Elena Kugler venne consegnata nelle mani tedesche con la madre e le sorelle Gisella e Maddalena il 2 maggio 1944 dai "passatori".

“Dai fate un altro piccolo sforzo, ci davano la mano oppure il braccio rincuorandoci: fra qualche ora sarete al sicuro, ogni vostro problema sarà risolto. E, infatti, ad un certo punto, prima di arrivare al confine, ci hanno fatto vedere: guardate, basta sollevare la rete e voi siete a posto. Noi di là non possiamo andare, dateci la mezza figurina e buona fortuna. Si giravano ed emettevano un fischio. In quello stesso istante si  accendeva una luce nella casermetta alla  nostra destra, venivano fuori dei militari della finanza e gridavano: -Altolà, siete in arresto!- Eravamo storditi, increduli (-Make another little effort!- they took our hands or gave us their arms, trying to cheer us up. -A few hours and you will be safe, all your trouble will be over- and, in fact, at one point, before arriving at the border, they showed us: -look, you can simply lift the net and you're there. We can not go there, give us the “half sticker” and good luck- They turned around and gave a whistle. At that same moment, a light was lighted from a small barracks on the right, some soldiers came out and shouted -Halt, you are under arrest!- We were stunned, dazed)” - Agata Herskovitz, 20 anni, arrestata assieme al padre e al fratello vicino al confine di Cremenaga il  1° Maggio 1944, traditi dai propri accompagnatori”.

Lo sfortunato tentativo di fuga avvenne alla metà di dicembre e io e mio papà eravamo due milanesi di città,non abituati alla vita sportiva,ma ricordo che correvo, come una pazza, con la mano nella mano di mio papà, correvo su per la montagna e mi sentivo un’eroina e speravamo di farcela, pur attraverso mille disagi. Era una cosa fantastica correre verso la terra della libertà, della speranza, purtroppo poi le  cose andarono diversamente. Infatti, una volta attraversata la frontiera, ad Arzo, l’ufficiale svizzero tedesco non volle sentire ragioni e disse che la Svizzera era piccola e che eravamo impostori e ci rimandò indietro accompagnati dalle sentinelle armate, passando pressappoco per la medesima via che avevamo fatto la mattina. Era una cosa che ci colpiva, non solo perché eravamo in pericolo di morte, ma perché avevamo incontrato una persona insensibile come quella (Our unsuccesful attempt of escape took place in mid-December. My father and I were two town people from Milan, not used to outdoor activities, but I remember that I was running like crazy, hand in hand with my father, I ran up the mountain and I felt like a heroine and hoped to make it, even through a thousand uneasinesses. It was absolutely terrific to run toward the land of freedom, of hope, then, unfortunately, things did not go like we had expected. Actually, once crossed the border at Arzo, the Swiss officer did not want to see reason and said that Switzerland was small and that we were impostors and sent us back with an armed escort through the same route we had passed in the morning. It struck us that we had met such a pitiless person, not only because we were in peril of life)” - Liliana Segre, 13 anni, arrestata con il padre Alberto l’8 dicembre 1943 a Selvetta di Viggiù perchè respinti dalle Guardie di Confine svizzere. Entrambi deportati ad Auschwitz il 30 gennaio 1944. Il padre Alberto morì il 27 aprile 1944.

mercoledì 25 gennaio 2012

Giorno della Memoria


In occasione della "Giornata della Memoria", oltre all'iniziativa in collaborazione con la Pro-Loco di Binago, ricordiamo che a Legnano, presso Palazzo Leone da Perego, e' in corso fino al 19 Febbraio 2012 una mostra dedicata al pittore Zoran Music (Gorizia,1909-Venezia,2005), testimone diretto della Shoah: come il suo amico scrittore e memorialista Boris Pahor (Trieste,1913), tra i primi estimatori del suo lavoro pittorico sull'Olocausto (http://www.spaziartelegnano.com/).
Al contempo si consiglia un click sul profilo tracciato in Wikipedia di Christian Boltanski: un figlio della Shoah, sempre presente nei suoi "memoriali" multimediali e situazionisti (http://it.wikipedia.org/wiki/Christian_Boltanski).

giovedì 19 gennaio 2012

Giorno della Memoria e S.Cirillo d'Alessandria venegonese...

La monofora vetrata che illuminandosi colora un San Cirillo d'Alessandria d'Egitto, si trova in Venegono Superiore presso il santuario di Santa Maria alla fontana; la suddetta finestra è quella posta lateralmente al presbiterio ed è la più prossima all'affresco principale con una luinesca Santa Maria Assunta alla quale l'antica chiesa è dedicata; rispetto alle altre due, con i Santi Benedetto e Francesco che danno sull'Aula assembleare, la prossimità del patriarca vescovo e teologo di Alessandria (370-444 d.C.) alla Vergine si spiega col fatto che questi, al Concilio di Efeso del 431, per contrastare le tesi nestoriane negazioniste della divina maternità di Maria, propose una teoria dell'incarnazione (validata anche dai teologi cristiani d'oggi) che gli valse il titolo di doctor Incarnationis.
Il problema è che questo dotto dell'Incarnazione di Maria, fece la pelle alla filosofa neoplatonica Ipazia (con buona approssimazione fu il mandante dell'omicidio di questa donna pagana ed anticipatrice del pensiero copernicano), perseguitando e sterminando coi suoi parabolani i pagani, i novaziani e gli ebrei! Ecco, forse nella prossima "Giornata della Memoria", passando davanti a Santa Maria, dovremmo ricordarcene!
PS. Ricordiamo inoltre che il sagrato e la via prospicenti la chiesa di Santa Maria, meriterebbero da parte dell'Amm. Comunale una maggiore attenzione e considerazione riguardo il decoro, i posteggi e la fruibilita' pedonale in sicurezza. A quando un fondo dignitoso al posto dell' asfalto? Quanto dovremo attendere ancora per vedere migliorate nella viabilità le più belle tutte le strade intorno al Parco Pratone (v. Pasubio, 25 Aprile e soprattutto v. Roma, delle Missioni, Oberdan, Garibaldi e la pericolosissima via Asiago )? E perchè non dedicare proprio ad Ipazia, Astronoma e Matematica, un Parco Pratone tutto da riqualificare nella sua fruizione (soprattutto estiva)?

lunedì 16 gennaio 2012

Guttuso, Giornata della Memoria e utili memorie di un 150°...

Renato Guttuso a cento anni dalla nascita (Bagheria, 26 dicembre 1911), originario di quella Sicilia dove 51 anni prima sbarcarono i Mille, venne a Venegono Superiore agli inizi degli anni '80 del secolo scorso: l'autore di pittoriche rivisitazioni storiche, come quella, risorgimentale, de "La battaglia sul ponte dell'Ammiraglio", ha anch'egli contribuito a quel novecentesco taglia e cuci o copia-incolla di un Risorgimento degno del Conte Frankenstein...
Il centocinquantenario, se non altro, con tutte le difficoltà a viverlo oltre che a celebrarlo in dialettica condivisione, e' il segnale che di ben altro ora occorre occuparsi con urgenza.
Con una doverosa coda a pochi giorni dalla "Giornata della Memoria": con l'Unita', nell'Italia sabauda lontana dal sogno risorgimentale, circa quarantamila ebrei si videro riconoscere pienamente i diritti civili e politici al pari di tutti gli altri (cittadini ma sudditi del "Nuovo Regno"): fuori dai ghetti, emancipati ma, per uguaglianza, tenuti anche a uniformarsi ai principi e ai codici di un'Italia laica.
La minoranza israelitica tra l'Unita' e la Grande Guerra, riconoscendosi emancipata in quanto borghese ma minacciata in quanto minoranza, si arrocchera' su posizioni che favoriranno proprio quel fanatismo antisemita che di li' a pochi anni condurra' agli stermini di massa (con Hitler: un piccolo dittatore dell'epoca Staliniana!); adottandone gli stessi toni nel modo di guardare a se stessa, come dimostra questo passo da "Settimana Israelitica" del '910, che così invitava gli ebrei italici a frequentare le palestre onde riscattarsi come "stirpe depauperata" da secoli vissuti entro le "mura fetide dei ghetti", per non esser piu' i "poveri e squallidi e smunti ebrei del Medio Evo ma gli ebrei forti energici e bellissimi, domatori di tutte le nevrastenie" (da "Fare gli ebrei italiani. Autorappresentazioni di una minoranza. 1861-1918).
"Giornata della memoria":
momento-monumento, memento-ammonimento, per ricordare un orrore da non rimuovere ma neppure da banalizzare in un evento-appuntamento anniversaristico, celebrativo e stancamente ripetuto di anno in anno quasi fosse un obbligo dettato da un rimorso collettivo.
Meglio sarebbe "dimenticare a memoria" un simile orrore (con espressione presa a prestito da Vincenzo Agnetti), per poterlo ripensare trasformandolo in energie positive ed inclusive.
Meglio sarebbe unirsi e fondere il proprio impegno profondendolo in luoghi ed eventi che per scala e visibilita' consentirebbero di concentrare anziché disperdere attenzione e risorse (per es. a Milano, "Binario 21" http://www.binario21.org/index.htm, le iniziative promosse dalla Comunita' Ebraica con Fond.ne Memoriale della Shoah, Ass. Figli della Shoah, Fond.ne CDEC, ecc.).
Meglio ancora sarebbe schierarsi per uno Stato di Israele libero, autonomo ma pacificatore in un Medio Oriente poco orante, diviso ed orientato assai al conflitto.
Insomma, troppe iniziative su una sola e simile questione, la Shoah, nuocciono proprio alla memoria (come oggi insegnano le neuroscienze).
Non venga fraintesa questa esortativa opinione: ma la conoscenza delle basi neurologiche della "costruzione della memoria collettiva" è, dai tempi di Primo Levi, cresciuta al punto tale da doverci indurre a rivedere le strategie stesse del ricordo e di quello traumatico in particolare; non per dimenticare ma per far sì che il ricordo non ci ancori nichilisticamente ad un passato che non passa... Solo in questo modo, su basi scientifiche -e Primo Levi sarebbe d'accordo come scienziato e come uomo-, sara' possibile sconfiggere qualsiasi tentativo di negazionismo revisionista.

martedì 10 gennaio 2012

Che fine hanno fatto i Mille?

"Fecero l’Italia. E poi, indigesti e spesso incompresi, continuarono a combinarne di tutti i colori. Chi finì in Patagonia e chi a Sumatra. Un gruppo di lombardi deportato in Siberia, altri sbaragliati in Africa, in molti gli emigrati all’estero. Un direttore di giornale assassinato dagli anarchici, parecchi chiusi in manicomio, chi si suicidò in un fiume e chi con una rivoltellata, un ungherese ingegnere tentò invano di realizzare grandissimi canali, un tiratore scelto bergamasco si ridusse a cacciar gatti e un suo compaesano risalì l’Italia con un teatrino di marionette. Vita, morte e miracoli dei Mille, la generazione che non fece solo l’Italia. A 150 anni dalla Spedizione del 1860 ricostruita per la prima volta la grande diaspora dei garibaldini, la migliore gioventù di allora. Ricostruite le vicende di un esercito di idealisti e bastian contrari, dibattuto tra colonialisti e di anticolonialisti, interventisti e pacifisti, ministerialisti e aventiniani. In un affresco dell’Italia unitaria, in cui molti volontari stentarono poi a ritrovarsi".
Le storie personali dei Mille, dimenticate come dimenticato è stato il "vero" Carlo Cattaneo, sono ora raccontate da Paolo Brogi nel libro "La Lunga Notte dei Mille" (Aliberti Editore).
Ed è proprio quel Risorgimento "meno ufficiale", però vivo, fatto di carne, di entusiasmo, di ideali ma spesso anche di destini tragici, che dobbiamo continuare a "dimenticare a memoria" senza più bisogno di un evento "ufficiale".

giovedì 10 novembre 2011

I Cacciatori delle Alpi: Türr István

Un'amica ungherese del Luogo Eventuale, dr. Kovacs Eszter, porta alla nostra attenzione la figura di Türr István, soprannominato l'Intrepido Ungherese, che combatté a fianco di Garibaldi, nel corpo dei Cacciatori delle Alpi, durante la seconda guerra di indipendenza italiana.
Ecco come ci viene raccontata la sua storia:
the war broke out between Austria and Piedmont in April 1859 and Napoleon III declared war on Austria too.
Cavour's initial plans called for the creation of an Hungarian legion on Italian soil and the opening of a second front in Hungary. Hungarian agents were dispatched to secure the participation of the Romanian and Serbian principalities in the impending war, and to win their assistance for persuading Serbs and Transylvanian Romanians to join a Hungarian war of independence.
Colonel Türr fights in Garibaldi's division, Hunters of the Alps, a voluntary army poorly equipped, in which the courage of men very often replaces the regular military training.
In the Italian army there is an urgent need for Türr's military tactics knowledge and Garibaldi immediately notices his colonel's remarkable skills, because the beginning of the war was not encouraging: the Austrian military force has deeply invaded onto Piedmont area. Viktor Emanuel called Garibaldi in and entrusted him with the capital's protection if the Austrian advance continues.
Garibaldi has to hold back the Austrian military forces; that is why he was assigned the task to march with his volunteers into Alps and to creep in from north onto Lombardy area.
Türr István was so valiant in battles that his comrades named him "the fearless Hungarian" (l'Intrepido Ungherese).
When he got seriously wounded in the hard fights around Brescia, general Garibaldi wrote: "...colonel Türr leaded his people-nation in an attack against the enemy which answered with thick shootings and he broke down on a bushy slope forcing back the enemy until the bridge. In those moments Türr was galloping onto the edge, with his raised head, shouting orders with a sword in his hand: «The first and the fourth battalions! Leave onto an attack»".
In fact there was just one battalion behind Türr, but to trick the enemy he shouted the name of two.
Türr István, seriously injured, was taken into the Feneroli Palace, where it was almost necessary to chop up his arm.
Garibaldi heard about Türr’s serious wounds and sent this letter to his colonel: "My most kind friend! Hungarian blood flowed for Italy, and the fraternity, that has fasten two folks in one, would always keep us together. Your blood leaked for the fraternity, - a heroic blood of yours. I will be deprived of my brave brother-in-arms and my friend for a while, but I hope I may see you again on my side in order for us to lead our youthful soldiers to a victory as soon as possible".

In September 1861, Türr married in Mantova the niece of Napoleon, Wyse-Bonaparte Adel, he also got the Grand Cross Valiant of Italian Royal Order and died on the 3rd of May 1908, in Budapest, at the age of 64.


Busto di Garibaldi a Budapest, raffigurante la stretta di mano tra Garibaldi e Türr István.

mercoledì 19 ottobre 2011

Prossimi Appuntamenti con il Luogo Eventuale


Due nuovi appuntamenti con il Luogo Eventuale che riproporrà "Garibaldi e Varese - Drammatizzazione delle vicende garibaldine nel territorio insubre fra gli anni 1848 e 1859":
1) venerdì 4 novembre 2011 ore 20:45 a Cairate (VA) su invito del Gruppo consigliare "Scegliamo il Futuro";
2) venerdì 18 novembre 2011 ore 20:45 a Tradate (VA) - Via Mameli n. 13 presso la sede dell'Associazione "UNITRE".

venerdì 23 settembre 2011

Concerto per l'Unità d'Italia


Musica e Parole per l'Italia unita

Concerto organizzato dalle Associazioni culturali "Luogo Eventuale" e "Sui Sentieri della Musica", con la pianista Lorena Portalupi che eseguirà uno studio di musiche risorgimentali (http://www.youtube.com/watch?v=CpiECXMjEE4) ed un'intervista al musicologo Adriano Bassi che presenterà il suo libro "Fratelli d'Italia. I grandi personaggi del Risorgimento, la musica e l'unità" - Ed. Paoline (http://www.paoline.it/ecommercedettaglioAutore.aspx?id=1812).